I PESCI: DOMANDE E RISPOSTE

Cos’è un pesce?

I pesci sono i più antichi vertebrati comparsi sulla terra. Sono animali a sangue freddo dotati di caratteristiche che gli permettono la vita in acqua, respirare e muoversi.

Cosa sono i vertebrati?

I Vertebrati sono un sottotipo dei Cordati (animali che presentano una testa distinta dal resto del corpo) caratterizzati dalla loro struttura scheletrica ossea e/o cartilaginea.

Possiamo classificare i pesci?

Questa è impresa assai ardua perchè questa disciplina è in continuo sviluppo dovuto al modo di intendere la classificazione da parte degli esperti del settore ma ciò che ritengo sia dovuto sapere è che esistono tre gruppi essenziali e cioè gli Agnati, i Condritti e gli Osteitti.

Approfondimento:

Vediamo cosa li caratterizza e come si giunge a questo raggruppamento partendo da questa suddivisione: Agnati, Gnatostomi, Actinopterygii, Sarcopterygii.
Vediamo di comprendere ognuno di questi gruppi di classificazione.
Gli Agnati : dagli Agnati si sono evoluti gli Gnatostomi. Essi sono dei vertebrati acquatici con struttura scheletrica cartilaginea e che per rendere l’idea si potrebbe dire simili alle anguille, con fessure branchiali, privi di mascelle come i Pedromyzontifoemes ed i Myxiniformes.
Gli Gnatostomi : ciò che differenzia questi vertebrati dagli Agnati è la presenza di una mascella articolata e quindi il modo di alimentarsi e il tipo di alimentazione. Un esempio di questi vertebrati potremmo identificarlo con gli squali, le mante e le razze.
Gli Actinopterygii : si caratterizzano dalla struttura scheletrica ossea e dalla presenza di pinne. Queste pinne sono articolate allo scheletro per mezzo degli ossi radiali e sono comunenemente detti pesci a pinne raggiate.
I Sarcopterygii : come gli Actinopterygii sono caratterizzati dalla struttura scheletrica ossea e dalla presenza di pinne ma queste pinne non sono articolate allo scheletro ma parte di esso e sono comunemente detti pesci a pinne carnose dalle quali derivano i tetrapodi.
Ci sono molte altre differenze e quindi per chi volesse approfondire le distinzioni tra Actinopterygii e Sarcopterygii

vi consiglio la lettura a questo link

Sia gli Actinopterygii che i Sarcopterygii sono vertebrati appartenenti agli Osteitti (pesci ossei).

Inoltre è importante chiarire che i pesci cartilaginei sono sprovvisti di vescica natatoria al contrario di quelli ossei che, grazie a questa sacca piena di gas che regola la pressione idrostatica, possono immergersi e risalire senza movimento natatorio.
Quindi riassumendo ancora avremo: Agnati, Pesci cartilaginei (Condritti) e Pesci ossei (Osteitti).

Perchè è importante classificare i pesci?

La classificazione dei pesci risulta importante non solo per comprendere la loro evoluzione e la struttura del loro corpo, ma anche per comprendere il modo di alimentarsi e quindi il loro habitat, il modo di respirare, il modo di percepire le onde sonore e il modo di riprodursi.

Parlando di pesci cosa ci colpisce maggiormente?

Non certo la loro classificazione e paroloni incomprensibili, ma sicuramente il loro aspetto, il fatto che siano viscidi e ricoperti da scaglie. Allora cerchiamo di comprendere il loro sistema tegumentario.

Che cos’è il sistema tegumentario e quali le sue funzioni nei pesci?

Il sistema tegumentario è l’insieme dei tessuti (principalmente epidermide e derma) che ricoprono il corpo e la loro funzione è di protezione (ad esempio da penetrazione di agenti fisici, chimici e biologici nell’organismo), escrezione (eliminazione), secrezione (produzione) e sensoriale (grazie ai numerosi recettori nervosi, tattili, termici, dolorifici). Queste funzioni permettono al pesce di interagire con l’esterno, quindi sono strettamente correlate all’ambiente in cui l’animale vive, contribuendo a regolare scambi osmotici tra organismo ed ambiente.

Che cos’è il derma?

Il derma è il tessuto connettivale dove si trovano muscoli, capillari sanguigni, riserve di grasso e nervi.

Che cos’è l’epidermide?

L’epidermide è lo strato più superficiale del derma e può essere costituito da cellule indurite da una proteina (cheratina) che danno origine a formazioni cornee dette squame o da tessuto osseo e dentina di origine dermica dette scaglie. Non confondiamo le squame dalle scaglie, poiché le squame sono proprie dei rettili o delle zampe degli uccelli, mentre le scaglie sono proprie dei pesci.

Che cosa sono le scaglie?

Le scaglie sono la parte esterna dell’epidermide e sono formate di materiale chitinoso (cheratina). Sono incastrate le une nelle altre per proteggere il pesce da insulti esterni. Possono avere forma diversa ed essere muniti di minuscoli dentini. Ma non tutti i pesci hanno le scaglie, infatti i pesci che vivono a livelli più profondi o che vivono sui fondali presentano delle piastre ossee come ad esempio quelle che hanno i corydoras tanto da essere definiti pesci corazzati, oppure avere aculei come quelli del pesce palla.

Che cosa sono i derivati cutanei?

I derivati cutanei sono il modo di organizzazione delle cellule dell’epidermide che si modifica in relazione alla tipologia dei vertebrati, se di vita acquatica o di vita terrestre ed anche in base alla termoregolazione. Nei pesci ad esempio è caratterizzata dalla stratificazione meccanica cioè strati di cellule attive metabolicamente che secernono muco e altre sostanze come delle vere e proprie ghiandole ed inoltre da cheratinociti. Lo strato più esterno di queste cellule può produrre una cuticola che pur rivestendo il pesce gli consente gli scambi osmotici con l’ambiente.

Che cos’è il muco?

Il muco è quel rivestimento che presenta il pesce su tutto il corpo e che lo rende viscido e che gli da il caratteristico odore. Questo muco aderente alla cute del pesce ha molteplici ed essenziali funzioni. Può ad esempio avere funzione nutritiva per gli avannotti, spesso come si può notare soprattutto nei discus gli avannotti vivono affiancati ai genitori nutrendosi del loro muco; Può avere funzione osmotica cioè entrare in relazione con il pH dell’ambiente e la qualità dell’acqua e quando questa non è consona al suo habitat la ipersecrezione di questo muco protegge il pesce temporaneamente, ma attenzione è necessario che il pesce sia immesso in vasca in un’acqua adatta alle sue caratteristiche perchè se ciò non avviene il muco potrà difenderlo solo se non entra il gioco il fattore stress, infatti il pesce sollecitato alla continua secrezione del muco potrebbe ammalarsi e ne è un tipico esempio l’Ichtyo (malattia dei puntini bianchi) che si manifesta quando il muco a causa dello stress si assottiglia e presenta delle porte aperte al derma per l’accesso dei batteri, virus e parassiti; l’ipersecrezione avviene anche in eccesso di presenza di ammonio o altre sostanze tossiche ed in questo caso il muco, grazie al fatto che in se ha dei batteri, ha la capacità di convertire l’ammonio in nitriti che a loro volta saranno convertiti in nitrati molto più tollerati per il pesce.

Da cosa si riconosce la presenza di muco?

La presenza di muco si riconosce dalla livrea, lucida o traslucida, con colori luminosi e senza tratti opachi, di aspetto uniforme. Talora si puo’ vedere bene un sottile strato, soprattutto con una luce tenue e con il pesciotto di profilo, meglio se con l’aiuto di una lente di ingrandimento (bastano x2 o max x2.5). La consistenza del muco può dipendere da fattori genetici, dal tipo di acqua in cui il pesce è immerso e da patologie. Nel caso di patologie è importante osservare come l’iperproduzione di muco localizzata ad esempio alle branchie (branchie incollate) faccia capire che si tratta di vermi o protozoi o alle pinne (pinne icollate) faccia capire che si tratta di infezioni batteriche, a differenza di altre malattie che presentano iperproduzione sul tutto il corpo.

Che cosa sono le pinne e che funzione hanno?

Le pinne sono gli organi di locomozione e propulsione dei pesci. Si suddividono in pari (pettorali ed addominali) ed impari (dorsali, anali e caudali). Le pinne pari sono gli organi stabilizzatori e propulsori dei pesci e vengono distinte in pettorali (anteriori) e pelviche (posteriori). Le pinne impari non contribuiscono attivamente al movimento, ad eccezione della caudale che ha ruolo propulsivo, e sono distinte in: dorsali (una o più), anali (una o più) e caudali (una). Alcuni pesci hanno delle pinne particolari come ad esempio le pinne anali dei guppy che si sono modificate in gonopodio, organo non erettile ma rigido e mobile usato per la riproduzione e la fecondazione. Oppure l’ulteriore pinna dorsale dei caracidi che prende il nome di pinna adiposa e che serve per aumentare la stabilità negli spostamenti orizzontali. Oppure come alcune pinne dorsali e pettorali che presentano un aculeo utilizzato a scopo di difesa. Quindi il principale scopo delle pinne è permettere il movimento, già facilitato dalla forma del corpo del pesce che fende l’acqua la quale scivola sui lati senza incontrare resistenza. La tecnica con cui si spostano corrisponde ad una specie di serpeggiamento guidato dalla testa, che sposta acqua verso sinistra e verso destra, curvando il corpo flessibile. L’acqua scorre lungo la sagoma del pesce e si richiude sulla coda, imprimendo una spinta ulteriore che incrementa la velocità di avanzamento. La pinna dorsale e quella anale servono a dare stabilità, mentre la caudale, le ventrali e le pettorali consentono di virare, cambiare agilmente rotta e frenare.

I pesci bevono?

Questa domanda potrebbe sembrare stupida ma in realtà non lo è poichè esiste una distinzione tra pesci d’acqua dolce e pesci di acqua salata. Tutti i pesci sembra ingeriscano acqua per il fatto che aprono la bocca lasciando passare l’acqua, ciò avviene principalmente per respirare ma ci sono alcuni pesci che bevono acqua. per idratarsi. I pesci d’acqua dolce non bevono perché i loro liquidi corporei sono più salini dell’acqua in cui sono immersi e il loro corpo tende già fisiologicamente a impregnarsi e rigonfiarsi d’acqua. Questi pesci devono quindi espellere liquidi e lo fanno convogliando l’acqua assorbita attraverso la pelle e le branchie verso i reni che la trasformano in urina, quindi i pesci di acqua dolce emettono moltissima urina. I pesci d’acqua salata, invece, i cui liquidi sono meno salini dell’acqua circostante, sono soggetti a disidratazione per cui devono bere molto per compensare le perdite di acqua che costantemente avvengono tramite la pelle e le branchie. Il sale ingerito in grandi quantità viene espulso attraverso particolari aperture branchiali o subisce, in parte, i processi digestivi, quindi i pesci di acqua salata producono pochissima urina molto concentrata che permetterà l’espulsione del sale.

Che cos’è l’Osmosi?

Quando due soluzioni con diversa concentrazione e quindi diversa pressione osmotica sono separate da una membrana semi-permeabile la soluzione meno concentrata si sposta verso l’altra cercando di portare in equilibrio la concentrazione in ambo le soluzioni. Questo avviene grazie alla pressione osmotica diversa nelle due soluzioni che sposta le molecole dalla soluzione più diluita alla soluzione più concentrata finchè le due soluzioni non diventano idendiche. Ecco perchè il corpo del pesce d’acqua dolce si rigonfia di acqua (i liquidi nel corpo del pesce di acqua dolce sono più salati dell’acqua in cui è immerso) mentre invece quello del pesce di acqua salata si disidrata (i liquidi nel corpo del pesce di acqua salata sono più dolci dell’acqua in cui è immerso).

Che cos’è l’Osmosi inversa?

L’Osmosi inversa è quel fenomeno che si manifesta quando si applica alla membrana, che separa due concentrazioni diverse, una differenza di pressione contraria e superiore alla pressione osmotica. La pressione osmotica naturale avviene con lo spostamento delle molecole dalla soluzione più diluita a quella più concentrata, nella pressione osmotica inversa avviene il contrario cioè le molecole si spostano dalla soluzione più concentrata a quella più diluita.

Perchè i pesci sono colorati e cosa ne determina il colore?

La colorazione dei pesci è data da pigmenti situati nel derma detti cromatofori. Il mutamento dell’intensita’ dei colori della livrea puo’ essere motivato da vari fattori come dall’epoca degli amori, dal cambiamento della dieta, dall’apporto vitaminico e da tante altre cose quindi non necessariamente da uno stato di malessere. Ad esempio il pesce angelo, tipico delle barriere coralline, cambia la sua livrea quando alla maturità sessuale si trasforma da femmina a maschio, come avviene anche per il Labidochromis caeruleus che passa dal colore arancio al giallo intenso. Anche il pesce pagliaccio, che deve il nome alla sua guaina multicolore, può variare da tonalità scure a combinazioni di arancione, giallo e blu elettrico. Sono in genere i pesci tropicali a vantare le livree più vivaci. Non si sa con certezza in quale misura i pesci distinguano i colori, ma sembra che la vivacità della guaina sia loro utile come sistema di reciproca identificazione.

Come respirano i pesci?

Gli organi adibiti alla respirazione sono le branchie. Queste strutture specializzate nello scambio di gas (ossigeno e anidride carbonica) tra l’ambiente esterno ed il sangue sono costituite di tessuti ricchi di vasi sanguigni e costituite da un gran numero di lamelle o sottili tuboli che costituiscono la superficie di scambio gassoso. L’acqua entra attraverso la bocca del pesce, passa attraverso le cavità branchiali e viene espulsa attraverso apposite aperture poste ai lati della testa. La maggior parte dei pesci per respirare aspira l’acqua dalla bocca però ci sono dei pesci invece che sfruttano la loro velocità natatoria per far circolare l’acqua attraverso le branchie: questi animali, se costretti all’immobilità, rischiano di morire velocemente per asfissia: sono i pescecani.

I pesci vedono?

I pesci hanno due occhi e quindi vedono. I loro occhi agistono indipendentemente e lateralmente e solo in un punto davanti il loro capo vedono simultaneamente e quindi solo in questo punto hanno prospettiva e cioè riescono a collocare gli oggetti nello spazio. I loro occhi sono formati in modo tale da vedere solo a distanza ravvicinata, questo perchè nel loro ambiente e cioè l’acqua la luce arriva fino ad una determinata profondità e quindi hanno sviluppato ed utilizzano dei sensori posti nella linea laterale per orientarsi.

Che cos’è la linea laterale nei pesci?

La linea laterale permette ai pesci di evitare ostacoli, pericoli e, negli acquari, di non scontrarsi continuamente contro le pareti trasparenti delle vasche o con altri pesci. La linea laterale percorre il corpo del pesce dal capo alla coda su entrambi i lati del corpo. Si tratta di un sistema composto da una serie di organi sensibili alle vibrazioni a bassa frequenza e alle onde di pressione generate dal moto di corpi solidi nell’acqua o dal passaggio del pesce stesso vicino a ostacoli, come scogli o pareti. Quest’organo funziona meglio della vista perchè grazie alle onde propagate in acqua riescono ad avvertire la presenza di altri pesci prima che questi siano nel raggio di azione della vista e questo è molto importante per evitare di essere mangiati da altri predatori cambiando così repentinamente la direzione.

Si può conoscere l’età di un pesce?

Un metodo per riconoscere l’età dei pesci è quello di guardare le loro scaglie. Infatti in alcuni pesci con scaglie cicloidi (circolari), che non crescono mai di numero ma si ingrandiscono col crescere del pesce, si formano ogni anno degli anelli ben marcati che corrispondono agli anni di vita dell’animale un pò come avviene nei tonchi degli alberi. Questo può essere possibile perchè le scaglie formate di materiale chitinoso (cheratina) subiscono un processo di crescita non costante ma hanno periodi di accelerazione quando durante l’estate il pesce si nutre abbondantemente ed un periodo di rallentamento in inverno.

I pesci dormono?

Essendo privi di palpebre risulta non facile capire se dormano o no, però ho notato nei miei pesci che hanno due tipi di sonno. A volte quando sono a luce spenta da molto tempo, battendo un dito sul vetro non si muovono, stanno dormendo profondamente, mentre altre volte presentano un sonno più leggero. Di sicuro in natura ci sono molti altri modi per capire se un pesce sta dormendo perchè ho letto che alcuni si proteggono producendo muco per neutralizzare il loro odore che potrebbe attirare i predatori, altri pesci invece dormono sul fianco come i Cobitidi (Botia)

Perchè i pesci hanno la bocca di formato diverso?

Nel corso della loro evoluzione e a seconda dell’habitat colonizzato i pesci hanno sviluppato una bocca diversa. A seconda del tipo di bocca si può individuare che tipo di alimentazione adotta il pesce. I pesci che vivono e si alimentano in superficie hanno la bocca rivolta verso l’alto, i pesci che vivono negli stati intermedi hanno la bocca parallela al corpo, mentre i pesci di fondo hanno la bocca rivolta verso il basso come i corydoras. Alcuni pesci hanno la bocca estroflettibile e a pala come i miei balantocheilos melanopterus che permettono loro di allungare la mandibola e setacciare il fondo ed altri ancora che presentano fila di denti ossei o di mascelle come quelle del mio labidochromis caeruleus o ancora pesci che hanno la bocca a ventosa.

Che tipo di circolazione sanguigna hanno i pesci?

I Pesci hanno un cuore a due cavità, circolazione semplice (il sangue passa una sola volta dal cuore) e completa (non si mescolano sangue venoso e arterioso).

Che cos’è la vescica natatoria?

I pesci sono dotati di un organo molto particolare. Quest’organo è la vescica natatoria. Ma non tutti ne sono dotati infatti gli squali non hanno vescica natatoria e per questo possono variare repentinamente la profondità, ma sono costretti a non fermarsi mai, per evitare di colare a picco.

La vescica natatoria dei pesci nasce nel corso dela loro evoluzione per permettere i movimenti lungo una colonna d’acqua. Essa si è formata tramite l’ingestione di una bolla d’aria e l’introflessione di una parte del tratto gastro-esofageo per rendere il loro movimento facilitato nell’elemento liquido.

Posta sopra l’intestino, questa sacca a tenuta ermetica e rivestita di ghiandole è una specie di camera d’aria che può essere riempita con diverse quantità di aria, a seconda della necessità, e sono appunto queste ghiandole che assorbono i gas dal circolo sanguigno e lo trasferiscono all’interno della vescica permettendo ai pesci di mantenere un ottimo assetto anche durante la sosta a qualsiasi profondità, oltre che controllare la spinta idrostatica.

Esistono due tipi diversi di vesciche natatorie: se la stessa risulta connessa al tratto gastro-esofageo il pesce sarà di tipo fisostoma, se invece non risulta connessa sarà fisoclisti.

Grazie a questa sacca il pesce mantiene il suo peso pari alla spinta dell’acqua circostante che ha densità inferiore (Legge fisica nota come Principio di Archimede)

Il pesce agisce su questa sacca riempiendola e sgonfiandola, la riempie grazie ad una ghiandola, la ghiandola del gas, alla quale è associata la rete mirabile, che serve a riempire la vescica di gas contro gradiente, e attraverso una valvola, denominata ovale, che serve a sgonfiare la vescica.

Questo sistema dotato dalla natura è assai ingegnoso e si attiva ogni volta che il pesce scende di profondità.

Ad esempio qualvolta il pesce decida di scendere di 10 m, la pressione aumenta di 1 atm e conseguentemente agisce sulla pressione interna della vescica rendendo ancora più difficoltoso il trasferimento del gas. Per risolvere questa situazione, l’evoluzione ha ben pensato di dotare questi pesci di una rete mirabile con scambio in controcorrente. La ghiandola del gas presenta un’intensa attività metabolica del glucosio, in ambiente anaerobico, producendo acido lattico e CO2 tramite lo shunt dei pentosi fosfato. L’immissione di questo acido nel sangue, comporta una trasformazione dello ione bicarbonato in CO2 e il conseguente aumento della pressione parziale della stessa molecola; questo aumento provoca l’effetto Bohr e l’effetto Root con conseguente aumento della pressione parziale di O2. I vasi arteriosi e venosi scambieranno la CO2 in controcorrente e l’ulteriore aumento della pressione di O2 nel sangue causerà il trasporto della stessa molecola all’interno della vescica natatoria.

Ma la vescica natatoria per molti pesci ha anche altre funzioni come quella di produrre suoni, infatti alcune specie riescono a produrre suoni facendo vibrare la vescica, mentre per tutti gli pesci viene utilizzata come timpano uditivo: il gas al suo interno vibra se attraversato da suoni, trasferendo i suoni all’orecchio interno o semplicemente trasmettendoli in una serie di leve ossee della spina dorsale connessa al cervello.

Spesso la vescica natatoria è soggetta ad infiammarsi a causa degli sbalzi di temperatura e quindi a rendere instabile l’assetto del pesce in acqua che inizierà a fare delle capriole. Attenzione quindi agli sbalzi di temperatura soprattutto ai cambi d’acqua.

Come si riproducono i pesci?

I pesci si riproducono in due modi:

Con fecondazione esterna , la femmina libera una grande quantità di uova che poi verrà fecondata dal maschio, i pesci che si riproducono in questo modo sono detti ovipari;

Con fecondazione interna , la femmina conserva l’uovo fecondato internamente e alla schiusa libera il pescetto, detto avannotto, vivo, i pesci che si riproducono in questo modo sono detti ovovivipari.

In un elemento liquido come l’acqua vivono solo pesci?

No sia nel mare che nei fiumi ci sono altri animali oltre i pesci. Ad esempio in mare ci sono i cetacei, i molluschi, i gamberi ed i granchi.

 
Come si alimentano i pesci?

In natura essi cacciano le prede e a seconda della loro razza e dimensione adottano tecniche diverse, ma quel che è certo è che si nutrono in prevalenza di altri pesci. Si dice: pesce grande mangia pesce piccolo, ma ci sono delle eccezioni, ho visto un documentario dove delle orche attaccavano e mangiavano una balena. Ma i pesci si nutrono anche di minuscoli crostacei (zooplancton), mentre i granchi e i gamberi anche di alghe. Quindi è prferibile nei nostri acquari fornire i pesci di un cibo prevalentemente proteico.

Il mangime che somministro ai miei pesci è il Tetra PrimaDiscus ed una volta a settimana una pasticca di SpirulinaTabs della Sera composta appunto di alga spirulina che pare abbia importanti proprietà.

 
Perchè consiglio di somministrare Spirulina?

Ebbene si la Spirulina è un toccasana per i pesci di acquario. Ma ATTENZIONE non bisogna usarne in eccesso in quanto potrebbe inquinare l’acqua ed intossicare i pesci. Una pasticca a settimana quelle della Sera (SpirulinaTabs) in una vasca di 120 litri è consigliabile, due no.

 
Che cos’è la Spirulina?

E’ un’alga azzurro-verde, originaria dell’America Centrale e Africa Centrale, non contiene Iodio, a lungo usata come alimento dalle popolazioni africane e messicane, recentemente è salita agli onori della cronaca per le sue proprietà anti-colesterolo, antivirali e antimutagene (i mutageni, al pari delle radiazioni, sono causa di mutazioni genetiche).

Vediamo quali sono le sue indicazioni:

attività tonificante, rigenerante, antiossidante, affaticamento, convalescenza, riduce il colesterolo, diabete, infezioni da virus, mantiene sana la flora intestinale.

Queste le sue componenti:

In una ricerca fatta si e’constatato che la spirulina e’ ricca di acido-gamma-linoleico, GLA, presente in concentrazioni piuttosto elevate di olio di enagra, che svolge una azione anticancerogena (ACIDI GRASSI ESSENZIALI EFA e GLA come acido linoleico o gammalinoleico, favoriscono la normalizazione del colesterolo e sono i precursori degli ormoni detti prostaglandine che regolano le diverse funzioni organiche, altre fonti in misura minore sono gli estratti oleosi di enotera, mirtillo, semi di borragine ACIDI GRASSI ESSENZIALI della Spirulina, miristico, palmitico, palmitoleico, eptadecanoico, steraico, oleico, gammalinoleico); E’ ricca di aminoacidi e acidi grassi essenziali (Aminoacidi essenziali come isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina, Aminoacidi non essenziali come alanina, arginina, acido aspartico, cistina, acido glutammico, glicina, istidina prolina, serina, tirosina); Contiene inoltre Proteine, Vitamine del guppo B (vitamina A , D , E , K , B12), Carotenoidi; Contiene anche Minerali come Calcio, Ferro, Fosforo, Magnesio, Zinco, Selenio, Rame, Manganese, Cromo, Sodio, Potassio, Germanio; Fitonutrienti come polisaccaridi (carboidrati e zuccheri, come il ramnosio ed il glicogeno, che forniscono energia immediata); Pigmenti naturali, la Ficocianina, la Clorofilla, che come i carotenoidi sono ANTIOSSIDANTI NATURALI (pigmenti giallo-arancioni, carotenoidi alfa, beta, gamma, xantofille, mixoxantofilla, zeaxantona e astaxantina); Contiene anche i Glucolipidi ed i Solfolipidi, attivi anche contro il virus dell’HIV; ENZIMI che catalizzano i cambiamenti chimici come il SOD per smaltire i radicali liberi e combattere l’invecchiamento.

Le proteine in essa contenute (70%) possono paragonarsi a quelle di una bistecca (20%), contiene amminoacidi pari a quelli dell’uovo, ha grassi, acidi grassi polinsaturi, possiede il BETACAROTENE, le vitamine C, B1,B6,B12 la B12 e’essenziale alla metabolizazione di molti minerali. La Spirulina possiede anche un effetto depurativo sull’intero organismo che limitano l’intossicazione da metalli pesanti. Inoltre ha azione antivirale, riduce il rischio di cancro, stimola il sistema immunitario, riduce le sostanze tossiche renali, velocizza la guarigione delle ferite, combatte la malnutrizione, riduce i disturbi indotti dalle radiazioni, forma il lactobacillus, che mantiene la FLORA INTESTINALE e previene l’incidenza delle infezioni, e’ un CICATRIZANTE ed un ANTIBIOTICO. Favorisce la RIMARGINAZIONE delle FERITE ,inibisce la ploriferazione di batteri, lieviti e funghi.

Insomma chi più ne ha più ne metta.
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